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PROCESSO AEMILIA

28 maggio 2018

Pubblicato in: AttualitÓ


REGGIO EMILIA, 26 MAGGIO - Il percorso del processo Aemilia sta giungendo ormai gradualmente alla sua conclusione.

Abbiamo ascoltato, seguito e condiviso con molta attenzione nella requisitoria le considerazioni dei due procuratori Beatrice Ronchi e Marco Mescolini e le richieste conseguenti di condanna: esse sono la dimostrazione della serietà del lavoro svolto e della gravità dei fatti che il percorso processuale ha portato a far emergere.

Si è trattato di un un processo che si è sviluppato in modo lineare e ordinato e il PD provinciale esprime grande soddisfazione e rivendica a voce alta il fatto che grazie anche al contributo di Comune di Reggio Emilia e Regione Emilia-Romagna il dibattimento si sia potuto realizzare qua. Nessuno ha girato la testa dall’altra parte, nessuno ha potuto far finta di non vedere, grazie ad investimenti e impegni concreti messi in campo dagli amministratori locali e regionali.

La segreteria del Pd provinciale ha altresì inteso bene quanto affermato ancora dai due Procuratori, i quali hanno osservato con grande chiarezza il comportamento avuto dal Comune di Reggio Emilia, dall'amministrazione provinciale  e delle altre amministrazioni del territorio nel corso degli anni quando - ripetutamente - con propri atti, fatti e azioni ha dimostrato concreta volontà di contrasto all’infiltrazione mafiosa, dal no pronunciato all’acquisto dell’invenduto delle case Aier, ai protocolli siglati nel corso del tempo con la Prefettura, sino a tutte le altre azioni di contrasto e prevenzione sviluppati autonomamente in questa direzione.

Rimaniamo inquieti e interdetti quando ascoltiamo il fatto che documenti e notizie “non rilevanti” con questo processo siano stati “maneggiate da una manina fra centinaia di faldoni” e siano diventati parte di una strategia politica e di comunicazione che ha tentato di sortire i propri frutti. Frutti che, nelle parole dei Procuratori, nulla avevano a che vedere con l’accertamento della realtà processuale. Se la battaglia alla mafia è una cosa seria tale deve essere da parte tutti: un racconto traviato finisce per fare il gioco non certo della legalità e della giustizia, ma semmai di chi incarna il suo esatto contrario.

Su questo le parole del Procuratore Marco Mescolini fanno definitivamente chiarezza su una vicenda inquietante entrata nel dibattito recente di questa città.

La Segreteria Provinciale del PD esprime infine massimo rispetto del lavoro del Presidente Francesco Caruso e della Corte da lui presieduta e dei passi che produrranno da qua in avanti.

 



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